TRA ARTE E DIDATTICA
Dalla ‘Bibbia figurata dei poveri’ ai ‘segni’ della natura.


ITINERARIO: Un percorso di ‘apprendimento’ che dal cimitero di Lusernetta conduce, lungo Strada Vista, alla Casa del Bosco del Gallo, alla scoperta di un piccolo tesoro d’arte e di un incantevole centro didattico immerso nel verde.

DESCRIZIONE: La partenza è da Piazza Canavero a Luserna Alta.
Si deve seguire l’asfaltata in direzione di Lusernetta. Varcato il ponte sul torrente Luserna, in prossimità dell’azienda di filati Turati, si prosegue verso il centro del paese e si seguono le indicazioni per il Cimitero, silenzioso ed appartato nel verde della campagna.
In esso spicca una cappella gentilizia del XV secolo dal color mattone intenso della facciata, rielaborata in stile goticheggiante, molto pretenziosa con il suo portale ad arco ogivale ed il suo portico d’accesso fra la semplicità delle altre tombe.
Fu di proprietà dei Conti Luserna di Rorà a partire dal 1584 ed alla fine del 1700 divenne proprietà della parrocchia di Lusernetta.
Aperta nei soli giorni del 1 Novembre (Festa dei Santi) e 20 Maggio (Festa di San Bernardino), consente visite su prenotazione presso l’Amministrazione comunale, fortemente interessata al suo restauro ed al suo ‘lancio’ turistico.
Il suo nome è legato al predicatore San Bernardino da Siena che, intorno al 1425, tentò l’impresa ‘impossibile’ della conversione dei Valdesi nella Val Pellice.
All’esterno appariscente si contrappone un interno molto sobrio: pianta quadrangolare ad unica navata, volta romanica a botte piuttosto bassa.
E’ un piccolo ambiente che colpisce per l’abside gotica ricoperta di elementi decorativi; per l’affresco sulla parte sinistra, restaurato tra il 1975-1976, della ‘Madonna della Misericordia con bambino’, attribuita al pittore Jacobino Longo di scuola cinquecentesca; per l’assenza di elementi decorativi nello spazio dedicato ai fedeli, anche se recenti ‘assaggi’ di restauratori sembrerebbero confermare l’esistenza di altre pitture, anche nel sottotetto.
Conclusa l’esplorazione di questo microcosmo artistico-religioso, espresso in un ciclo pittorico che probabilmente rientra in un ‘programma anti-eretico’ elaborato dai Cattolici per tentare di convertire i Valdesi ed esprime ‘l’altra voce’ spirituale di Valle, dirigiamoci verso un’oasi naturale che si raggiunge con un breve percorso (Km. 5) su strada asfaltata, che si imbocca in prossimità dello stabilimento Turati, e che ci porterà, tra castagni e betulle con sottobosco di felci e di brugo, a circa 800 metri di altitudine, all Casa del Bosco del gallo.
E’ una vecchia cascina (1780), proprietà antica di un ‘mitico’, e non meglio identificato, Pollo-Paul, soldato napoleonico nella campagna di Russia, che l’acquistò nel 1832.
Il nome curioso le deriva dalla struttura originaria, dotata di forno, sorgente, essiccatoio delle castagne, stalla, fienile, fogliera, tettoia, che nell’insieme, piccolo mondo a sé stante, circondato da prati, campi di segala e castagni, suggeriva la forma di una cresta di gallo.
La struttura attuale è dotata di sala-cucina, di piccolo ambiente con caminetto, di un refettorio con soffitto di travi a vista per i pasti in comune, di una grande camerata e di due piccoli altri ambienti (30 posti) con letti a castello realizzati con tronchi di legno e affiancati da servizi con bagno e docce.
All’esterno spiccano un vecchio forno a legna, una tettoia con panche e tavoli per mangiare all’aperto ed un piccolo edificio adibito a museo di attrezzi da lavoro e di uso quotidiano e di oggetti scolastici: vecchi pesi, macchine da cucire, ferri da stiro, sveglie ed orologi, occhiali, libri e quaderni, attrezzi per costruire le scarpe…
La casa è coperta da un tetto di lose ed è sovrastata da un bosco di conifere (pini strobo, abeti bianchi e rossi, abeti americani o Douglas) misto a betulle e castagni.
E’ un luogo ideale per i giovani, tra i sei ed i venti anni, che rappresentano i ‘clienti’ preferenziali del centro che offre loro attività differenziate, dall’esperienza della panificazione per i piccoli delle elementari, allo studio delle acque sorgive sotto la guida di esperte guardie ecologiche, dal riconoscimento delle piante in istruttive passeggiate didattiche nel bosco, all’avvistamento di falchi pecchiaioli, volpi, tassi, lepri, cinghiali, ghiandaie…
In quest’ambiente l’apprendimento avviene attraverso la scoperta dei ‘segni’ di cui la natura non è avara e dallo stare assieme condividendo esperienze, emozioni ed una pagnotta di buon pane casareccio che esce dorata dal forno a legna e cibo genuino preparato allegramente in gruppo.