ITINERARIO: ‘Viaggio’ lungo la pedonale di Torre Pellice per osservare le insegne dei più vecchi negozi, ritrovare le lontane atmosfere nei bar di un tempo, scoprire angoli suggestivi e curiosità.
DESCRIZIONE: All’ingresso di Torre Pellice, superato il ponte degli Appiotti, si scorge sulla propria destra, al termine di Corso Matteotti, ‘il chiosco’, luogo di ritrovo di molti giovani e non molto lontano, la Chiesa di San Martino, nella piazza omonima, cui fanno da corona alcune conifere e le strutture del complesso Mauriziano.
Sulla nostra sinistra, in uno spiazzo pubblico ombreggiato da prunus selvatici dai teneri fiori color rosa in primavera, campeggia la fontana di Carlo Alberto.
Un pezzetto di storia ci viene incontro a ricordare il riconoscimento dei diritti civili e politici dei Valdesi (Patenti regie del 1848): non ha pretese d’arte, ma un valore simbolico forte.
All’imboccatura di Via della Repubblica, vivacizzata da case ristrutturate recentemente con caldi colori ocra e rosso, ha inizio la pedonale: si snoda tra vecchie case a più piani, non ancora ristrutturate, con il suo ‘pavé’ di un tempo un poco consunto ed i vari negozi che occhieggiano nella penombra: la vecchia farmacia ed il negozio di fiori più antico ricreano un’atmosfera ‘sospesa’.
L’imboccatura per la ‘Via del forte’ ci offre uno scorcio sul campanile di San Martino e ci invita ad una digressione in graduale salita fino ai ruderi ricoperti di muschio dello storico forte di Santa Maria, dove non troveremo più ‘i rumori di guerre lontane’, ma sonori campanacci di mucche al pascolo e potremo spaziare con lo sguardo sulla valle.
Ritornando in Via della Repubblica, potremo raggiungere la Piazza della Libertà, dove si trovano le vetrine dell’antica e gloriosa libreria Claudiana, nella quale il lettore curioso potrà spaziare tra libri del Valdismo, novità editoriali, testi di hobbistica e di escursionismo, vecchie cartoline e rarità librarie.
Poco più in là, il ‘vecchio’ fotografo Pellegrin , quasi all’angolo con Viale Mazzini, dal quale possiamo lanciare una ‘sbirciatina’ sulla Piazza Muston, alberata e tranquilla, quasi sempre popolata da madri con bambini e da vecchi pensionati intenti a conversare e a leggere il giornale, ma festosa e sonora durante le feste civili come il 1° maggio con banda e majorettes o in ottobre durante la castagnata o a Natale per la tradizionale distribuzione di ‘vin brulè’.
Continuando per la pedonale, si arriva in Piazza del Municipio. Sotto i suoi portici ombrosi, abbelliti da bandiere per le festività civili o per le ricorrenze di gemellaggi, trovano posto lo I.A.T. (Informazione Turistica), con i suoi pieghevoli illustrati sulle attrattive di Valle, ed il Comune, che mette a disposizione il suo atrio per mostre ed esposizioni: si alternano ceramisti, scultori, pittori, scuole… (Anche il nostro Istituto ha ‘esposto’ alcuni cartelloni su aspetti di valle, che sono diventati parte di questa guida e del suo CD…).
Durante le festività molte bancarelle del mercatino biologico espongono prodotti locali (miele, marmellate e confetture, succhi, castagne…) ed attirano i passanti; performances teatrali inconsuete stupiscono (… l’Esercito della Salvezza suona le sue ‘carole’ natalizie, clowns su trampoli improvvisano giochi, ‘Babbi Natale’ distribuiscono dolci ai bambini e vin brulè agli adulti…); pittori espongono in una ‘Montmartre locale’ i loro quadri con scorci di Valle o con ritratti o con nature morte…
La fantasia degli esercenti è ‘positiva e propositiva’!
Il nostro sguardo spazia su negozi di casalinghi con oggetti di rame o di ceramica, su gastronomie invitanti, su laboratori di pittura su porcellana, su cartolibrerie ‘a-la-pagè’, su negozi di pasticceria (… Ghidella è un classico: torresi in carta colorata, torte al cioccolato, paste alla crema, meringhe…), su vetrine con abiti alla moda, sui bar…
Sì, Torre ha alcuni bar famosi per le loro caratteristiche ambientali e per le loro offerte: l’Alva prepara gelati squisiti ed il ‘paulin’, aperitivo locale tipico ed attira per il suo ambiente ‘alla buona’, come nel passato, quando era frequentato da gente semplice, che arrivava dall’alta Valle e parlava in patois; l’Arnaud conserva il suo alone antico di quando accoglieva nella sua atmosfera più ovattata l’élite, i ricchi Valdesi che parlavano fitto fitto in Francese ed attingevano dalla Francia i modi raffinati, i nomi per i propri figli e per le vie…
Ancora oggi, a Torre, frequentare un bar o un altro dà il segno di appartenenza…
Più avanti nel percorso, scorgiamo un’insegna suggestiva di vago sapore Liberty (‘L’impronta’), la rassicurante vetrina dell’altra antica farmacia (Imberti), dove si coniuga la tecnologia avanzata con il ricordo delle tisane e degli infusi dei nonni, un negozio di tessuti che richiama la vecchia Scozia, il bazar del ‘magnetu’, un nome che evoca bulloni, tubi, chiavi inglesi, guarnizioni, ma… all’esterno sono anche esposti paioli di rame, vecchie stufe di ghisa o di ceramica: se si va da lui si trova… praticamente tutto!
Suggestioni di chiaro-scuri ci attirano sotto i portici del Caffè Londra con le sue lanterne in ferro battuto, il pavé in pietra di Luserna e la sua raccolta e calda signorilità ‘all’inglese’.
Alla fine, si arriva in Piazza Gianavello, da dove il percorso, lungo Via Arnaud e Via Beckwith conduce al ‘quartiere valdese’… ma questa è un’altra storia.