Nel Museo Etnografico di Torre Pellice, al visitatore viene offerta l’occasione per riscoprire ‘l’altra’ storia, quella quotidiana, fatta di lavoro, scuola, attività legate alle stagioni, cicli della vita; in altri termini la quotidiana esistenza di contadini di montagna quali furono i Valdesi.
Ci si imbatte in ricostruzioni di interni di abitazioni: la stalla, la cucina, la camera, la cantina; si possono osservare materiali da lavoro relativi alle attività nella vigna, nei campi di grano, nei prati, nei castagneti; si possono ammirare, contenuti in bacheche, costumi maschili e femminili locali, disposti intorno ad una vecchia sedia a dondolo, attrezzi in legno tipicamente femminili, quali fusi ed arcolai.
Ogni ambiente conserva il suo fascino antico: la stalla (mangiatoia, forconi, gioghi, sgabelli per mungere, museruole per vitelli, arcolaio...) fa pensare alle sere d’inverno in cui i Valdesi si riunivano in simili ambienti per filare, raccontarsi leggende e riscaldarsi; la cucina (madia per il pane, mestoli e cucchiai di legno, padelle
in talco, porta sale e mortai, vasi, piatti e scodelle in terracotta, zangola per il burro, paiolo per la polenta, tavolo e seggiole...) fa rivivere il calore di una cena con cibi poveri, ma genuini; la camera (letto, armadio, cassettoni per la biancheria, portalibri e libri, lavatoio, scaldino...) fa pensare al meritato riposo dopo ore di lavoro nei campi; la cantina (attrezzatura per la vinificazione, misuratori per vino in legno, torchio...) rievoca l’aroma frizzante del vinello locale, i cui vitigni sono andati ormai irrimediabilmente distrutti...
Il vario materiale da lavoro (alveari in paglia e legno, basti per muli, carro snodato con assale, pressa rudimentale per sidro e per ricavare olio commestibile dalle noci, ‘taccule’ forate per legare fascine o fieno...) riporta alla fatica e alla capacità di confrontarsi quotidianamente con la natura difficile della montagna, ma mai avara di frutti. Le bacheche con i costumi locali maschili e femminili, diventati ormai famosi nei depliants turistici, ci riportano l’immagine di montanari di valle sobri e dignitosi. E’ un mondo ‘ricostruito’, ma sarebbe più corretto dire ‘restituito’, dove ogni oggetto racconta un frammento dell’umile storia di eroi del quotidiano.