Proviamo a sintetizzare alcune vicende del nostro burattino...

La casa del buon Geppetto era piuttosto povera e con mobili malandati.
Il non essere ricco imponeva crearsi delle 'illusioni': il freddo si poteva vincere con un finto caminetto dipinto e la fame si poteva imbrogliare con una finta pentola ribollente sul finto caminetto...
Prima di iniziare il suo lavoro di intaglio, Geppetto decide il nome del suo burattino-figlio.
Lo chiamerà Pinocchio perchè:
"Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l'elemosina".

Scelto il nome, Geppetto incominciò a lavorare, ma, mentre procedeva nella sua realizzazione intagliando capelli, fronte e occhi al suo burattino, verificò con sorpresa che prendeva vita in maniera impertinente: gli occhi non smettevano di fissarlo; il naso non smetteva di crescere per quanto lo ritagliasse; la bocca, appena abbozzata, incominciava a canzonarlo; le mani a portargli via la parrucca; i piedi a scalciare...
Povero Geppetto, bella riconoscenza da un figlio!
Eppure il bravo padre insegnò al burattino a camminare e lui, per tutta riconoscenza, infilò la porta e se la diede a gambe!
Il povero Geppetto lo inseguì urlante e chiese aiuto alla gente che, invece di dargli una mano, guardava stupita e rideva a crepapelle.
Alla fine un carabiniere, paratosi in mezzo alla strada, bloccò il burattino, afferrandolo per il naso e lo riconsegnò al padre.
Geppetto iniziò a rimproverarlo, promettendogli castighi, ma la gente, che aveva fatto capannello, cominciò a parteggiare per il povero burattino... così il carabiniere liberò Pinocchio e portò in carcere il piangente Geppetto!
Così va la vita!!!