L'amore di un padre è infinito:si era procurato tre pere succose e ci rinuncia per placare la fame incontenibile di Pinocchio che, dapprima schizzinoso, pretende gli vengano sbucciate e scarta con disgusto bucce e torsoli, che il saggio Geppetto mette da parte, commentando il gesto con queste parole: "... Tutto a questo mondo può far comodo".
Infatti poco dopo, l'insaziabile burattino divora anche 'gli scarti'. "Vedi dunque, - osservò Geppetto, - che avevo ragione io quando ti dicevo che non bisogna avvezzarsi nè troppo sofistici nè troppo delicati di palato.
Caro mio, non si sa mai quel che ci può capitare in questo mondo.
I casi sono tanti!...".
... ed anche le sorprese che riservano a volte le persone che più stanno a cuore e per le quali ci si sacrifica!
Geppetto ricostruisce due agili piedi a Pinocchio, in cambio di tante promesse di bontà ed obbedienza, e lo riveste con un abito di carta fiorita, due scarpe di gusci di noce ed un berretto di mollica di pane: il burattino è pronto per andare a scuola, ma...
manca l'Abbecedario, come pure mancano i soldi per acquistarlo.
Può un padre sacrificare il desiderio di studio di un figlio?
Sicuramente no! Infatti Geppetto esce con una logora giacca di fustagno e ritorna in maniche di camicia, con l'Abbecedario per Pinocchio.
La gratitudine del figlio è immensa come pure le sue promesse... ma ci sono sempre delle 'sirene' pronte ad allettare e a far dimenticare o rinviare i buoni propositi di imparare a leggere, a scrivere e a far di conto.
Un lontano rumore di pifferi sono le nuove 'sirene' di Pinocchio: c'è il teatro dei burattini e la curiosità è troppo forte.
La scuola può attendere.
Un rivenditore senza scrupoli gli acquista per quattro soldi l'Abbecedario.
"Il libro fu venduto lì su due piedi. E pensare che quel pover'uomo di Geppetto era rimasto a casa a tremare dal freddo in maniche di camicia..."
Pinocchio entra nel teatrino a spettacolo già iniziato; i burattini si accorgono di lui e lo acclamano come 'fratello di legno' e tutti, Arlecchino, Pulcinella, Rosaura... incominciano a far festa interrompendo la rappresentazione, fra il malumore del pubblico pagante.
All'improvviso compare sulla scena a riportare l'ordine il burattinaio ...

" ... un omone così brutto, che metteva paura soltanto a guardarlo.
Aveva una barbaccia nera come uno scarabocchio d'inchiostro, e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra: basta dire che, quando camminava, se la pestava con i piedi.
La sua bocca era larga come un forno, i suoi occhi parevano due lanterne di vetro rosso, col lume acceso di dietro, e con le mani faceva schioccare una grossa frusta, fatta di serpenti e di code di volpe attorcigliate insieme".

Si tratta di Mangiafoco, che promette una severa punizione a tutti i burattini, a partire da Pinocchio che dovrebbe servire per alimentare il fuoco su cui sta cuocendo la sua cena: un enorme montone.