"Intanto incominciò a farsi notte, e Pinocchio, ricordandosi che non aveva mangiato nulla, sentì un'uggiolina allo stomaco, che somigliava moltissimo all'appetito.
Ma l'appetito nei ragazzi cammina presto; e di fatti dopo pochi minuti l'appetito diventò fame, e la fame, dal vedere al non vedere, si convertì in fame da lupi, una fame da tagliarsi col coltello".

... allora Pinocchio incomincia a guardarsi intorno: sul focolare sta bollendo una pentola!
Ma rimane con un palmo di naso in più quando si accorge che è dipinta sul muro..
Allora fruga nei cassetti e negli angoli...
"... Non trovò nulla, il gran nulla, proprio nulla".
Incomincia a piangere e a dichiarare di provare rimorso per non aver ascoltato il povero Grillo-parlante.
Improvvisamente vede un uovo, bianco, grosso, tondo, su un cumulo di spazzatura e pensa che le sue tribolazioni siano finite.
Gli appaiono davanti visioni di frittate, di uova fritte, di uova al tegamino...
Ma quanto diversa è la realtà dal sogno!
Quando cerca di sgusciare l'uovo, esce un arzillo pulcino che, spiegate le ali, dopo aver ringraziato, se ne vola lontano.
Pinocchio riprende a disperarsi contro la fame, ben brutta malattia,...
"E perchè il corpo gli seguitava a brontolare più che mai, e non sapeva come fare a chetarlo, pensò di uscire di casa e di dare una scappata al paesello vicino, nella speranza di trovare qualche persona caritatevole che gli avesse fatto l'elemosina di un po' di pane".