"Per l'appunto era una nottataccia d'inferno.
Tuonava forte forte, lampeggiava come se il cielo pigliasse fuoco, e un ventaccio freddo e strapazzone, fischiando rabbiosamente e sollevando un immenso nuvolo di polvere, faceva stridere e cigolare tutti gli alberi della campagna.
Pinocchio aveva una gran paura dei tuoni e dei lampi: se non che la fame era più forte della paura: motivo per cui accostò l'uscio di casa, e presa la carriera, in un centinaio di salti arrivò fino al paese, colla lingua fuori e col fiato grosso, come un cane da caccia."

Siccome trova tutto deserto, si attacca al primo campanello, pensando che qualcuno si sarebbe affacciato ...
In effetti dopo un po' si socchiude una finestra e fa capolino un vecchietto, indispettito per essere stato svegliato e convinto si tratti di una bravata di qualche ragazzaccio.
Alla richiesta di cibo da parte di Pinocchio, lo invita a mettersi sotto la finestra ed a parare il suo cappello...
Pinocchio esegue, ma...
"mentre faceva l'atto di pararlo, sentì pioversi addosso un'enorme catinellata d'acqua che lo annaffiò tutto dalla testa ai piedi, come se fosse un vaso di geranio appassito".
Fradicio ed affamato, ritorna a casa e si consola mettendo i piedi inzuppati sullo scaldino... e si addormenta.
Ovviamente i suoi piedi di legno adagio adagio si carbonizzano, senza che lui se ne accorga.
All'alba, qualcuno bussa alla porta...
E' il povero Geppetto, rilasciato dal carcere...